PERCHÈ CAMBIARE?

Quando stiamo male nella situazione in cui siamo, sperare che qualcosa migliorerà senza attuare un cambiamento, è talvolta solo un illusione.

Mission

AIUTO CHI HA VISSUTO VIOLENZA PSICOLOGICA IN FAMIGLIA, NEL LAVORO, NELLA SCUOLA, NELLA COPPIA

L’ambito del mio lavoro sono le relazioni umane e il recupero della persona. Un ramo però mi sta particolarmente a cuore e dove desidero profondamente aiutare: chi ha vissuto relazioni disfunzionali o tossiche. Sento come una vera e propria richiesta della mia anima, supportare chi è stato vittima di VIOLENZA PSICOLOGICA ed ABUSO, ossia quella violenza silenziosa, che avviene indisturbata tra le mura domestiche, nella coppia, tra famigliari ed in particolare modo sui figli, che per la condizione stessa di minori, non riescono a sottrarsi preventivamente a comportamenti pervasivi genitoriali. Ma in cosa consiste la violenza psicologica? Ci sono diversi elementi che la caratterizzano: controllo, svalutazione, isolamento, manipolazione, ricatti, sensi di colpa, umiliazioni, aggressioni verbali, in una incessante escalation negativa.

Le conseguenze dell’abuso hanno un fortissimo impatto sulla salute personale. Le ricerche hanno infatti confermato una relazione significativa tra maltrattamento e depressione, disturbi d’ansia, disturbi alimentari, disturbi post traumatici, autolesionismo, disturbi dell’attaccamento, altro. L’esposizione continua alla violenza, comporta uno sviluppo distorto dell’immagine di sé, meno efficiente, meno capace degli altri, impotente, fallimentare. Soprattutto durante l’infanzia può condurre allo stabilizzarsi di schemi non adattivi come il non sentirsi di essere degni di amore, mancanza di speranza, consistenza di sensi di colpa, evitamento; generalmente stili attribuzionali negativi.

Purtroppo, il profilo del car giver maltrattante, non viene quasi mai riconosciuto per motivi di cultura sociale e perché lo stesso, applica comportamenti al di fuori delle mura domestiche completamente differenti: gentile ed amorevole in pubblico, controllante e crudele in casa. Atteggiamenti ambivalenti che rimangono persistenti nel tempo.

CHI È IL NARCISISTA - LA NARCISISTA?

"Terribile è il gioco dell’amore, dove è necessario che uno dei due giocatori perda la padronanza di sé stesso."

Il narcisista è innanzitutto un vero manipolatore, un predatore emozionale che ha la sola finalità di sopraffare qualcuno, inducendolo a fargli fare qualcosa che non vuole e che in qualche modo lo lede. È per definizione rigido, egoriferito, fortemente ossessivo e caratterizzato dal bisogno di controllo.

I narcisisti sono straordinariamente abili nello sfruttare i legami, nella società, tra gli amici, nel lavoro ed in particolare modo nell’ambiente famigliare. Anche se il pensiero va subito agli uomini, le donne manipolatrici sono molto più diffuse di quanto ci piacerebbe credere.

Il narcisismo è un fenomeno trasversale; la violenza psicologica attuata, si riscontra maggiormente nei ceti più elevati, mentre quella fisica nei ceti più bassi della società, ma è solamente una tendenza che non preclude il contrario.

Purtroppo, tanto più la persona in questione è dotata sotto il profilo socioeconomico, tanto più può diventare pericolosa per la sua vittima.

I narcisisti maligni si considerano speciali e proprio in quanto tali, al di sopra delle regole che sovraintendono alla maggioranza dei rapporti tra le persone. Hanno la propensione a sopravvalutarsi e sminuire il prossimo; è proprio questo uno dei segnali su cui prestare maggiore attenzione. Letteralmente, fiutano le fragilità, le insicurezze e le vulnerabilità altrui.

"Le maschere rivelano. Non nascondono. Le maschere rivelano il vostro desiderio, la vostra passione, i vostri più profondi e segreti desideri."

Avete detto empatia? Quella sconosciuta. La maggior parte di noi, ha imparato sin dall’infanzia a mettersi nei panni dell’altro e grazie a questa decodificazione, abbiamo messo a punto competenze sociali sempre più evolute. I narcisisti patologici invece, questa capacità non l’hanno mai sviluppata; a loro proprio non interessano le emozioni altrui. Di conseguenza non provano senso di colpa, né alcun rimorso per il male che arrecano. Non ammettono le proprie responsabilità per le azioni commesse. Negano sempre e comunque, anche l’evidenza.

Particolare attenzione va posta ad una delle categorie più subdole di narcisisti: quelli che fanno finta di essere empatici, sensibili, generosi, amici. Recitano la parte della premurosità, soprattutto quando ci sono persone presenti, finalizzata a trarre qualche vantaggio personale. Per loro non esistono amici, bensì solo soggetti funzionali ai loro desideri, che gli consentono di ottenere ciò che vogliono.

La simulazione dell’empatia è lo strumento principale della manipolazione. Questa maschera solidale, trae facilmente in inganno chi non è addestrato. Ma c’è un segnale importante che il vostro corpo vi manda ogni qual volta qualcosa non torna nei rapporti che avete: la mancanza di appetito, è un meccanismo inconscio di ribellione alla “prigione”; d’altronde, esattamente come quando un carcerato subisce ingiustizie, non pratica il digiuno come grido di aiuto?

Il narcisista è estremamente attento a come gli altri lo valutano, difatti nella società utilizza diverse maschere a seconda della persona davanti o del contesto in cui si trova; è costantemente concentrato sull’obiettivo di dare un’immagine positiva di sé, in modo da garantirsi l’appoggio che gli serve.

Nel quadro rientra anche l’invidia profonda. Una strategia distruttiva comunemente utilizzata e in cui è maestro, è dipingersi come vittima della cattiveria, dell’incompetenza e della mediocrità altrui; l’autocommiserazione viene elargita a tutti i suoi interlocutori. Lui/lei non sbagli mai, non ha mai alcuna colpa.

Ricordate sempre: non è mai un buon segno quando la sofferenza viene esibita troppo facilmente. Chi ha sofferto davvero ne parla a fatica, con molta dignità e soprattutto, vi deve conoscere da tempo.

Divide, crea malumori, ha scarsissima tolleranza nei confronti della frustrazione e può manifestare rabbia in maniera esplosiva. Gode nel vedere qualcuno soffrire, nutre sentimenti di vendetta, anche per questioni di poco conto. Esistono due tipologie principali di narcisisti patologici classificati da Paul Wink:

  • L’overt: ha un sé grandioso, si sente di gran lunga superiore a chiunque e non fa nulla per nasconderlo. Ha un’apparente elevata autostima ed è perfettamente autosufficiente. Desidera avere potere e controllo sugli altri e ama stare al centro della scena. Tende ad attribuirsi tutti i meriti, anche quello del lavoro degli altri e non disdegna scorciatoie nonché mezzi poco leciti, se ritiene di poterne trarre vantaggio. Molto vanitoso, esibisce tutto ciò che possiede.
  • Il covert: è più subdolo e molto più difficile da individuare. Al contrario dell’Overt, si mostra fragile, vulnerabile. Le sue caratteristiche più evidenti sono scarsa autostima, profonda rabbia e un importante senso di vergogna; è ipersensibile alle critiche, anche le più innocue e costruttive. Si dipinge come vittima della cattiveria altrui ma si tratta della recita di un copione per nascondere la realtà e cercare di ottenere protezione da parte degli altri. In apparenza è un amico devoto, un coniuge amorevole, un genitore affettuoso ma sono solo maschere per neutralizzare le critiche e guadagnarsi un giudizio favorevole da parte della rete di conoscenze. Guai a mettere in dubbio ciò che fa o dice, può diventare molto aggressivo sul piano verbale. Sfrutta economicamente tutti coloro che ha intorno ed evita il confronto, colpendo alle spalle chiunque ritenga pericoloso perché in grado di smascherarlo.

AIUTO I FIGLI DI GENITORI NARCISISTI A RECUPERARE SÈ STESSI

L’obiettivo qui posto, dopo l’avvenuta comprensione di avere un genitore narcisista è LA RICOSTRUZIONE DI SÈ: recuperare ciò che è stato distrutto è possibile ripristinando e cambiando l’immagine di sè, coltivando l’assertività e l’autostima, prendendosi cura del proprio corpo e della propria anima, imparando a fidarsi di sé stessi, divenendo finalmente per sé, quel genitore e guida amorevole che non si è mai avuto.

CHI SEI TU BAMBINO?

Ti voglio aiutare ad essere te stesso, a restare te stesso, a diventare sé stesso.
Che tu possa seguire la tua stella.
Che tu possa percorrere le tue vie anche se queste saranno difficili.
Voglio aprire il mio cuore per sentire sempre meglio ciò di cui hai bisogno.
Il mio profondo e caldo interesse sia lo spazio
nel quale tu possa ergerti verso te stesso.
Io farò errori. Sarò arrabbiato con te. Io sarò ingiusto, disattento, impaziente.
Questo non potrò evitarlo e ti chiedo perdono.
Mai vorrò abbandonare lo sforzo di comprenderti.
Ogni giorno è un giorno nuovo.
Ogni sera ti chiederò silenziosamente perdono per le mie disattenzioni e per la mia impazienza e ogni mattina mi alzerò con la domanda nel cuore: chi sei tu?
Ma io non voglio essere intrusivo nei tuoi confronti,
non voglio farmi delle rappresentazioni di come tu dovresti essere.
Non voglio confondere i tuoi desideri che vivono in te e vogliono manifestarsi.
Anche ciò che di pesante, di difficile tu debba vivere voglio portarlo
insieme a te come un fedele amico, come una fedele amica.
È la tua vita. È il tuo futuro.
Tu non sei il mio bambino, tu non sarai la mia opera.
In accordo con il tuo angelo, tu hai scelto me affinchè io ti accompagni e ti protegga.
Questo è un grande privilegio che mi riempie di gratitudine.
E ora guidami bambino affinchè io possa guidare te.

 

Henning Kohler

IL PROFILO DEL GENITORE NARCISISTA

RICONOSCERE E FUGGIRE L'AMORE MALATO

Ancora oggi, è difficile lavorare su queste dolorose tematiche perchè la mancanza d’amore genitoriale e i maltrattamenti psicologici costituiscono ancora un tabù nella nostra società, soprattutto perchè un manipolatore maligno, appare normale.

Nella personalità narcisistica la sfera intellettuale e la sfera sociale non sono intaccate; anzi le sfrutta e si impegna per costruire un’immagine amabile e stimabile a proprio vantaggio, soprattutto per coprire la realtà: Il manipolatore narcisista conosce benissimo i codici della buona condotta in società.

Isabelle Nazare Aga, famosa terapeuta comportamentale-cognitiva, nel libro “Genitori Manipolatori” riporta come sia rimasta stupita nel raccogliere testimonianze cinque volte superiori, sulle madri manipolatrici rispetto ogni altro membro della famiglia. Pare che la nostra memoria traumatica ed emotiva sia ancora molto attiva quando ci si rende conto che una madre ha fallito di fronte al dovere di amore incondizionato. Ciò che normalmente viene considerato come istinto materno, è assente in una donna manipolatrice.

Ogni manipolatore o manipolatrice, vi farà avvertire come un senso di colpa il fatto d’essere un osservatore integro, logico e intelligente! Se un figlio gli riporta un giudizio critico, questo gli è insopportabile e farà di tutto per smontarlo e condurlo verso l’ammissione di cose fasulle, aberranti o folli. È sufficiente quindi che quest’ultimo, sia poco sicuro di sé (molto probabile dato l’ambiente in cui è cresciuto) affinchè il genitore manipolatore si senta autorizzato a “scombinargli il cervello”. In altre parole, la patologia del narcisista, la deformazione del reale, con le successive decisioni che ne derivano, finiscono con il diventare normali all’interno della famiglia poiché quasi sempre, l’altro genitore ha completamente avvallato la realtà malata, non denunciando mai gli abusi. Tale fatto è gravissimo perché un bambino che cresce in un ambiente tossico, potrà convincersi che la situazione sia sopportabile e sentirsi di conseguenza sbagliato, malato, non degno di amore, con l’elevatissima probabilità di sviluppare sintomi psico-fisici legati alla sofferenza inflitta.

I genitori con personalità narcisistica condividono una singolare emozione, del resto connaturata dalla loro patologia: provano gelosia nei confronti dei figli. Questa gelosia, può manifestarsi in modi inaspettati, irrazionali ma soprattutto sabotando la loro vita.

Particolare attenzione andrebbe data alle “onde negative”. Ogni manipolatore genera, con la semplice presenza, una sensazione di disagio, l’impossibilità di esprimersi o agire a proprio piacimento. La ripetizione di esperienze sgradevoli, la richiesta di perfezione, mettere in dubbio le qualità, la competenza, la professionalità, svalutare, giudicare, cambiare opinioni a seconda delle persone e situazioni, seminare zizzania, creare sospetti, dividere, fare la vittima (nonostante sia il vero carnefice), si serve di principi morali degli altri per appagare le proprie necessità, mente, cambia argomento quando non vuole affrontare qualcosa, sostiene il falso, non sopporta le critiche, nega l’evidenza, i suoi desideri sembrano logici mentre i suoi comportamenti, azioni e stile di vita non lo sono affatto, utilizza lusinghe per adulare e si servirà del denaro per ricompensare o punire, produce uno stato di malessere, si rivela efficiente nel perseguire i propri scopi ma a scapito degli altri, fa fare delle cose che probabilmente non si sarebbero fatte spontaneamente. La ripetizione di esperienze e sensazioni sgradevoli, crea il condizionamento.

Purtroppo, tutte queste manovre inizieranno ad essere esercitate molto presto, in ogni caso potrete constatare che queste caratteristiche non sono né normali, né possono appartenere ad un essere umano maturo o equilibrato.

L’Amore è o non è; nasce dalla persona che lo prova e spesso senza che ne possa individuare le motivazioni. Non può essere sottoposto a condizioni. Sempre Isabelle Nazare Aga, sostiene come una madre narcisista (o padre) dotato di personalità narcisista e quindi di un disturbo serio della personalità, non ama i suoi figli. Questo rappresenta uno schock per chiunque, visto che è rasserenante immaginare che tutti i genitori della terra amino i loro figli; tuttavia è evidente che questo, sia un preconcetto o stereotipo mancante di realtà e verità.

IL FIGLIO DI GENITORE/I NARCISISTA/I

PERDONARE È DIFFICILE, DIMENTICARE IMPOSSIBILE

Le vittime della personalità narcisistica sono principalmente il partner e i figli; è difatti in questo contesto in cui il narcisista patologico, chiuse le porte con il mondo esterno, rivela la sua identità. Alcuni giovani riescono a percepire l’aspetto aberrante, folle, anormale delle parole e delle azioni dei loro genitori senza riuscire a immaginare che esista una diagnosi che risponde alle loro necessità. Eppure reagiscono più velocemente dell’altro genitore che invece subisce le collere, ricatti ed oppressioni ogni giorno.

Altri figli invece si sacrificano e sono questi i bambini che più di altri, subiranno le conseguenze peggiori; il trauma che ne consegue fa si che divenuti grandi si possano abbandonare all’alcool, alle droghe, alla depressione, alcuni arrivano fino a mettere in atto azioni più gravi.

Crescere bene nonostante la presenza quotidiana di un genitore narcisista patologico è possibile, numerosi fattori vi contribuiscono: uno spirito critico definito, fiducia nelle proprie percezioni, predisposizione genetica (temperamento, energia psichica e fisica), tendenza ad amare la vita, autonomia precoce, la presenza di qualcuno che compensa le carenze affettive.

Diventati ormai adulti, le manovre della madre manipolatrice non funzionano più con il figlio, ed è proprio qui che la condanna sarà senz’appello. Per ristabilire il potere e riprendere in mano la situazione, la madre o il padre narcisista racconteranno agli altri membri della famiglia ed al contesto sociale in cui vive, la situazione conflittuale esistente, mancando volontariamente d’obiettività, narrando gli eventi a proprio vantaggio, distorcendoli e vittimizzandosi, in modo che sia chiaro che il comportamento e le parole del figlio, siano inammissibili, ribaltando la colpa delle continue ostilità. Purtroppo, rarissimi saranno coloro, parte del clan famigliare e persone conoscenti ad individuare la manipolazione e l’elevato numero di bugie che stanno in realtà ascoltando.

Questo fenomeno di successivo isolamento dal gruppo e dalla società pertinente, è stato studiato nei contesti professionali e trova le sue forme abituali nel mobbing.

Ciò che può sembrare sconvolgente è che questa esclusione sia la conseguenza dei sotterfugi di un genitore a discapito del suo stesso figlio. La mancanza di vero amore abbinata a un egocentrismo estremo, per mantenere la finzione di un equilibrio identitario, ne sono la spiegazione.

I figli cercheranno di spiegare ad amici, famigliari, persone esterne, il comportamento della madre o del padre tra le mura domestiche ma purtroppo, sarà un dialogo tra sordi, increduli a quei racconti.

Si può constatare che quasi tutti i figli di genitori narcisisti patologici hanno fatto tutto ciò che era in loro potere, sin dall’infanzia per modificare i comportamenti tossici del genitore ma assolutamente nulla, lo ha fatto cambiare. L’unico vero errore è pensare che ogni persona possa migliorare; impresa molto ardua in una grave patologia come questa!

"Risulta essere estremamente salutare, raccontare la propria storia o quantomeno una parte a qualcuno che possa capire nel profondo ciò che si prova e che conosce le maschere dei manipolatori. Esattamente questo, è il motivo per cui sono qui ad ascoltarti ed aiutarti a ricostruire tè stesso. Con tutto l’affetto, ti abbraccio."

– Swami Emanuela Stevanella